lunedì 2 maggio 2011

HANNO AMMAZZATO BIN LADEN



Ma Bush sembrerebbe essere ancora vivo.

giovedì 28 aprile 2011

PORELLO...




Esce in Italia Open, la biografia di Andre Agassi che è stata tanto apprezzata (non solo dal pubblico) nei Paesi che l'hanno pubblicata finora.
A leggere questo stralcio che propone Repubblica si capisce anche il perché.
Sembra interessante.

E poi cita i fumetti...

martedì 26 aprile 2011

IL FIGLIO DI UN GENIO NON PUO' NON ESSERE UN GENIO




Quando Vale mi regalò Il Manuale per Sopravvivere agli Zombie di Max Brooks ricordo benissimo la sensazione di assoluta felicitá che mi attanagliò.
Brooks e Zombie sulla copertina dello stesso libro edito addirittura da Einaudi sommati alla sorpresa generata dal trovarmi un qualcosa di cui non sapevo sorprendentemente l'esistenza era sinceramente troppo anche per me...
Divorai il libro e me lo godei fino all'ultima pagina: è stato probabilmente il testo che ho più propagandato nella mia vita, tant'è che col tempo ho scoperto, non senza un po' di meraviglia, che molte persone da me lontanissime (se non addirittura a me ignote) lo avevano comprato su mio indiretto suggerimento (ah, il potere del passaparola...).

Max Brooks è il figlio di Mel, il regista.
E' un esperto di zombie e con i suoi libri sull'argomento ha avuto molto successo in tutto il mondo.
E questi libri (tra cui il Manuale di cui sopra è l'esempio più famoso), scritti in modo godibile e leggibile, sono originalissimi perché impostati come veri e propri testi scientifici: dei manuali, appunto, che danno per scontata l'esistenza dei morti viventi e ne raccontano le cause e le origini, aiutano a sopravvivere ad eventuali attacchi, ne raccontano le testimonianze (??!!?) storiche, andando a studiare anche reperti di passati remoti che ne provano l'esistenza.
Cercando materiale per un articolo che stavo scrivendo stanotte per Mangaforever (a proposito, era sul primo romanzo di prossima uscita ambientato nel mondo di The Walking Dead...), sono incappato su questa breve intervista al suddetto Brooks.
Io non so che ne pensate, ma secondo me quest'uomo è un genio.
Come il padre.

lunedì 18 aprile 2011

SUGLI EISNER 2011 E DIABOLICI PROGETTI





Una decina di giorni fa sono uscite le nomination per gli Eisner Awards 2011 (potete leggerle qui).
L'idea è questa: leggere tutto quello che è stato candidato (tranne, magari, le storie per bambini...).
Viste le candidature c'è di che divertirsi. E infatti ho già cominciato a leggere qualcosina e subito sono rimasto piacevolmente colpito da una delle storie candidate come miglior miniserie: Baltimore: The Plague Ships, del grande Mike Mignola.
Storia di vampiri ambientata negli anni della Prima Guerra Mondiale si fa leggere molto piacevolmente ed è disegnata benissimo da un "allievo" del Sommo, il bravo Golden che si mostra quasi all'altezza del Mignola (certo, quel quasi può nascondere profondi abissi ma è già qualcosa, visto il confronto...).
Promossa a pieni voti.
Restate sintonizzati per recensioni più dettagliate di questo progetto (un po' folle, lo so, ma tant'è...)

ARIDAJE CO' WALKING DEAD...




Che dire.
Ho finito di leggere tutti i numeri che mi mancavano della serie (ed ora sono esattamente allineato con le uscite americane) e l'opinione rimane la stessa dell'inizio: entusiasta.
Anzi, se possibile, dopo quasi 90 uscite, ancora di più...

Eh si, dai, The Walking Dead è LA serie per eccellenza, la migliore uscita negli ultimi dieci anni senza dubbio.
Il saggio equilibrio che riesce a mantenere Kirkman è impressionante per fantasia e struttura narrativa e complessità dei personaggi.
Rick è veramente un personaggio epocale.

Avrei voglia di raccontarvi un sacco di roba ma non posso, perché una serie così non può essere raccontata: deve essere letta.
Serie che si fa divorare. Non posso più stare senza. Non vedo l'ora che esca il nuovo numero.


Voto: 10

giovedì 7 aprile 2011

PDL + LEGA = INADEGUATEZZA




Da lontano le cose appaiono più chiare.
In questi giorni non fanno altro che allarmarci per gli sbarchi a Lampedusa (e ieri, tra l'altro, è successo quel che è successo): invece di preoccuparsi per questi poveri disgraziati che scappano da guerre o semplicemente da quella che credono essere una situazione di miseria e povertà, però, la paventata preoccupazione è per noi, cittadini italiani, che dobbiamo stare all'erta, in guardia, contro l'invasione dal sud del mondo, noi che siamo l'avamposto della cultura occidentale.
Ma le cose non stanno davvero così.

A leggere un interessante articolo come quello del basco Gorka Larrabeiti su Rebelion, certi numeri che vengono snocciolati fanno riflettere.
Ovviamente vi consiglio di andare a leggere l'articolo (in spagnolo), ma due numeri voglio riportarli anch'io, giusto per chiarire:
437257 persone sono scappate dalla Libia per la guerra. Di queste 217763 sono andate in Tunisia. 174049 in Egitto. Circa 20000 in Italia. Ventimila.
Robetta, scrive giustamente Larrabeiti, se si azzarda un confronto con altri crisi affronatate dal nostro paese in altri tempi, con altri governi: 200000 persone arrivate dal Kosovo, 140000 dalla Serbia e lo stesso numero dalla Somalia durante le tristi recenti guerre che colpirono quelle zone.
Crisi affrontate con forza, coraggio, organizzazione e brillantemente superate.
Sembrano passati mille anni.
Ma è successo l'altro ieri.

"Italia, desde la crisis debida a la “guerra humanitaria” en Kosovo, contaba con aparato legal para afrontar una situación similar. Podían haber concedido protecciones temporales a los prófugos, y se podía haber seguido poniendo en práctica el “modelo Lampedusa” de acogida de migrantes. Sin embargo, ahora ha sido la Liga Norte, que no sólo cuenta con varios ministros en el gobierno italiano sino que resulta fundamental para que Berlusconi mantenga la mayoría parlamentaria, quien dictaba la línea política oficial. Este partido de larga tradición xenófoba no puede abandonar su discurso anti-inmigrantes porque perdería consenso, así que para afrontar esta crisis migratoria ha propuesto ideas tan peligrosas como “ejércitos regionales”, y ha proferido mensajes tan ordinarios contra los migrantes como “foera di ball” (literalmente “fuera de las pelotas”), o “cerrar el grifo y vaciar la piscina”."

Si, è vero.
A volte le cose appaiono più chiare se viste da lontano.

mercoledì 6 aprile 2011

SILVIO FOREVER




Occasione sprecatissima.
Ed ennesima dimostrazione del fatto che Faenza è un mediocre.

Silvio Forever avrebbe potuto essere un gran bel documentario: scritto dagli autori de La Casta (Rizzo e Stella), con un po' di materiale inedito, nelle sale nel momento migliore tra i (numerosi) "magic moments" offertici dal Nostro Comico, aveva tutte le carte in regola per essere accolto trionfalmente.
Invece è una bufala.

Superficiale, noiosetto, montato male, concepito peggio.
Non aggiunge una virgola a tutto quello che tutti noi già sappiamo, per averlo già visto, letto, sentito.

Che poi, quel "noi" si riferisce ovviamente ai soliti noti: i (sembra) 5 milioni di italiani che leggono libri riviste e quotidiani, frequentano le librerie, vanno al cinema e a teatro.
Gli stessi, soliti, 5 milioni.

I coglioni, come pensa Lui.


Voto: 4 1/2