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giovedì 28 aprile 2011

PORELLO...




Esce in Italia Open, la biografia di Andre Agassi che è stata tanto apprezzata (non solo dal pubblico) nei Paesi che l'hanno pubblicata finora.
A leggere questo stralcio che propone Repubblica si capisce anche il perché.
Sembra interessante.

E poi cita i fumetti...

mercoledì 12 maggio 2010

CIAO FRANK



Ho sempre identificato nella mia immaginazione il fantasy col tratto di Frank Frazetta.
Ricordo che da bambino avevo un album con diverse sue illustrazioni (ah, a sapere che fine ha fatto!), soprattutto con ambientazioni sword and sorcery e tanta tanto Conan: me ne stavo lì ore a sfogliare quelle pagine col panino olio e sale di nonna a mezz'aria a fantasticare chissà cosa...
Ancora oggi, comunque, credo che Frazetta sia stato uno dei più grandi disegnatori/illustratori del Novecento; nessuno come lui riusciva ad essere potente e raffinato, elegante e carnale, cupo e luminoso.
Quando papà mi porto a vedere il Conan di Milius col governatore della California in testa mantenevo ben salde le immagini del mio album, che ormai conoscevo a memoria.
Devo dire che quel film fu un'esperienza anche per questo motivo e ne mantengo ancora oggi vivido il ricordo.
Perciò grazie, Frank.
Mi mancherai.

lunedì 29 marzo 2010

BAKUMAN


In realtà i manga non mi sono mai veramente piaciuti, anche se, ovviamente, ne ho letti a tonnellate.
Ma questo degli autori di Death Note non è male, soprattutto perché tratta un tema poco sviluppato come quello della realizzazione di un fumetto.

A tal proposito, ho letto su afnews che il prossimo libro di Alfredo Castelli è "dedicato alla presenza dell'autore di fumetti nella fiction, dal cinema alla televisione, dalla narrativa al fumetto, alla radio eccetera".
Titolo "Fumettisti d'Invenzione".
Scommetto che è da non perdere, come tutti i saggi dell'ideatore di Martin Mystere.



mercoledì 17 marzo 2010

PERCHE' JACKSON E I MALEDETTI FILM MUTILATI


Ma perché esattamente hanno
permesso a questa porcata di essere distribuita?
Percy Jackson sta ai film d'avventura come Pierino di Alvaro Vitali sta ai film d'autore: è semplicemente inguardabile!
I fatti capitano così, per caso: muore la madre a cui sembra legatissimo? Come niente fosse si mette a giocare a una specie di Dungeons & Dragons con degli idioti in campeggio. Il suo migliore amico decide di rimanere all'inferno per salvarli? Una pacca sulla spalla e un laconico "tornerò" e via. Vede il padre per la prima volta a diciasett'anni (ed è alto come un palazzo di cinque piani!): ok, diamoci una stretta di mano e olè, bella!
E ancora fregnacce su fregnacce, una vera stupidata.
Si salvano solo la medusa di Uma Thurman e la Persefone di Rosario Dawson, belle e brave tutte e due.
E poi con che faccia Chris Columbus, il "regista" di questa cosa, ha dichiarato che il film non ha elementi in comune con Harry Potter? Ci mancava solo che mettevano una bacchetta in mano a Percy e una mantellina all'amichetta per farne un clone paro paro!
Per favore...
Vi piace la mitologia e vi stuzzica l'idea degli dei che vivono tra noi?
Andatevi a recuperare American Gods, il romanzo di Neil Gaiman.
Quella si che è roba seria.

mercoledì 3 febbraio 2010

CRONOMACCHINA ACCIDENTALE

L'ultimo numero di Urania (ancora in edicola) è molto divertente.
E' un romanzo sui viaggi del tempo originale e godibile che ha come protagonista un giovane assistente ricercatore del MIT di Boston un po' distratto e stropicciato ma altrettanto intelligente che, durante degli esperimenti di routine in laboratorio, scopre per caso la possibilità di viaggiare nel tempo.
Decide di tenersi la stupefacente scoperta tutta per sè e di rubare questo calibratore quantico che se collegato ad un pezzo di ferro qualsiasi (per il primo viaggio lo collega a una macchina degli anni cinquanta come quella della copertina. Vi ricorda qualcosa?) permette di spostarsi in futuri sempre più lontani senza però, almeno apparentemente, riuscire a compiere il viaggio al contrario per tornare al passato (ovvero il suo presente).
Spinto dalla curiosità dello scienziato decide di intraprendere questi salti nel vuoto fino ad arrivare a futuri lontanissimi ed inimmaginabili (nonché pericolosi).
Joe Haldeman si conferma ottimo scrittore di sci-fi (di lui avevo già letto "I Protomorfi", gustoso anche questo), con un ottimo senso del ritmo ed un'eccellente coerenza scientifica (soprattutto per quanto riguarda la fisica quantistica).
Insomma, consigliato.