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lunedì 2 maggio 2011

HANNO AMMAZZATO BIN LADEN



Ma Bush sembrerebbe essere ancora vivo.

giovedì 7 aprile 2011

PDL + LEGA = INADEGUATEZZA




Da lontano le cose appaiono più chiare.
In questi giorni non fanno altro che allarmarci per gli sbarchi a Lampedusa (e ieri, tra l'altro, è successo quel che è successo): invece di preoccuparsi per questi poveri disgraziati che scappano da guerre o semplicemente da quella che credono essere una situazione di miseria e povertà, però, la paventata preoccupazione è per noi, cittadini italiani, che dobbiamo stare all'erta, in guardia, contro l'invasione dal sud del mondo, noi che siamo l'avamposto della cultura occidentale.
Ma le cose non stanno davvero così.

A leggere un interessante articolo come quello del basco Gorka Larrabeiti su Rebelion, certi numeri che vengono snocciolati fanno riflettere.
Ovviamente vi consiglio di andare a leggere l'articolo (in spagnolo), ma due numeri voglio riportarli anch'io, giusto per chiarire:
437257 persone sono scappate dalla Libia per la guerra. Di queste 217763 sono andate in Tunisia. 174049 in Egitto. Circa 20000 in Italia. Ventimila.
Robetta, scrive giustamente Larrabeiti, se si azzarda un confronto con altri crisi affronatate dal nostro paese in altri tempi, con altri governi: 200000 persone arrivate dal Kosovo, 140000 dalla Serbia e lo stesso numero dalla Somalia durante le tristi recenti guerre che colpirono quelle zone.
Crisi affrontate con forza, coraggio, organizzazione e brillantemente superate.
Sembrano passati mille anni.
Ma è successo l'altro ieri.

"Italia, desde la crisis debida a la “guerra humanitaria” en Kosovo, contaba con aparato legal para afrontar una situación similar. Podían haber concedido protecciones temporales a los prófugos, y se podía haber seguido poniendo en práctica el “modelo Lampedusa” de acogida de migrantes. Sin embargo, ahora ha sido la Liga Norte, que no sólo cuenta con varios ministros en el gobierno italiano sino que resulta fundamental para que Berlusconi mantenga la mayoría parlamentaria, quien dictaba la línea política oficial. Este partido de larga tradición xenófoba no puede abandonar su discurso anti-inmigrantes porque perdería consenso, así que para afrontar esta crisis migratoria ha propuesto ideas tan peligrosas como “ejércitos regionales”, y ha proferido mensajes tan ordinarios contra los migrantes como “foera di ball” (literalmente “fuera de las pelotas”), o “cerrar el grifo y vaciar la piscina”."

Si, è vero.
A volte le cose appaiono più chiare se viste da lontano.

mercoledì 6 aprile 2011

SILVIO FOREVER




Occasione sprecatissima.
Ed ennesima dimostrazione del fatto che Faenza è un mediocre.

Silvio Forever avrebbe potuto essere un gran bel documentario: scritto dagli autori de La Casta (Rizzo e Stella), con un po' di materiale inedito, nelle sale nel momento migliore tra i (numerosi) "magic moments" offertici dal Nostro Comico, aveva tutte le carte in regola per essere accolto trionfalmente.
Invece è una bufala.

Superficiale, noiosetto, montato male, concepito peggio.
Non aggiunge una virgola a tutto quello che tutti noi già sappiamo, per averlo già visto, letto, sentito.

Che poi, quel "noi" si riferisce ovviamente ai soliti noti: i (sembra) 5 milioni di italiani che leggono libri riviste e quotidiani, frequentano le librerie, vanno al cinema e a teatro.
Gli stessi, soliti, 5 milioni.

I coglioni, come pensa Lui.


Voto: 4 1/2

mercoledì 13 ottobre 2010

GRANDE MATT






Matt Groening ha inventato I Simpson. E già questo potrebbe essere sufficiente per definire quest'uomo un genio (come tra l'altro sostiene il Daily Telegraph, che lo ha inserito al quarto posto nella lista dei 100 geni viventi, per quel che vale...).

Ma soprattutto Groening è una persona coraggiosa, così come le persone che lavorano con lui.
QUESTO video dovrebbe dimostrarlo, per l'ennesima volta: è la sigla scelta dagli autori dei Gialloni per protestare contro la scelta della Fox di spostare gran parte della produzione della serie in Corea.

Bisogna ammetterlo, gli americani quando fanno queste cose sono insuperabili, un faro per tutti noi.

P.s.: faccio presente che I Simpson fatturano diversi miliardi di dollari ogni anno, non noccioline, e soprattutto negli States hanno avuto (e continuano ad avere) un impatto culturale e sociale devastante.
Perdonate la retorica, ma certe decisioni vanno contestualizzate.
D'oh!

mercoledì 4 agosto 2010

IN RISPOSTA AD UN POST DI ROBERTO RECCHIONI


La scorsa settimana mi sono capitati due episodi di banale quotidianità che però mi hanno fatto riflettere. La mattina ho assistito “in diretta” ad un incidente tra una BMW nuova di zecca e un vespone: avendo visto tutto molto chiaramente ho potuto constatare che il tipo alla guida del macchinone stava parlando al cellulare senza auricolare proprio nel momento in cui aveva preso la poco intelligente decisione di fare inversione a U su una strada a doppio senso di marcia, particolarmente trafficata e con una bella doppia riga continua di mezzeria sull’asfalto. Il botto col povero motociclista è stato inevitabile. Per fortuna non è successo niente di grave, se non fosse che il proprietario della BMW (che era, come io ben sapevo, chiaramente in torto) ha cominciato ad inveire contro il tipo sul vespone, che nel frattempo se ne stava mogio mogio a controllarsi una bella escoriazione sull’avambraccio. Il tipo della BMW era uguale a Alfano (come c’aveva ragione Totò, su Uomini e Caporali, quando sosteneva che i prepotenti, i padroni, i disonesti, i caporali insomma c’hanno tutti una faccia…), il “ministro” della giustizia (un politico talmente anonimo che la maggior parte degli italiano è convinta faccia Lodo di nome): vestito su misura, Rolex, mocassini blu metallico. Il tipo sulla Vespa era invece un signore tranquillo, pacato, sui 40 anni, vestito un po’ da fricchettone e di una gentilezza squisita. Nonostante fosse stato investito dal “nuovo barbaro” (per dirla con rrobe), se ne stava lì ad ascoltarlo silenzioso, guardandomi di tanto in tanto in cerca di un cenno di approvazione che da parte mia arrivava ogni volta puntualissimo. Dopo aver fatto sbraitare il povero pazzo, ci siamo messi a compilare il cid e, con un altro tipo, abbiamo testimoniato sulla dinamica dell’incidente (quindi immagino che il criminale si attaccherà allegramente al cazzo, stavolta). Altro episodio che mi è capitato tipo il giorno dopo è stato con una mia conoscente, Laura, ragazza madre di nemmeno 25 anni, disoccupata che vive ancora a casa coi genitori (col papà a sua volta senza lavoro), elettrice/sostenitrice del Berlusca. Si parlava di cazzate, anche con altre persone, quando a un certo punto, non ricordo nemmeno perché, me ne sono uscito col citare un libricino che stavo leggicchiando in quei giorni, “Le multe agli operai” di Lenin. Non l’avessi mai fatto: Laura ha cominciato a sputarmi addosso di tutto, dove “comunista di merda” era diventato un simpatico intercalare tra un grazioso “vaffanculo” e un dolce “non capisci un cazzo”. La sua linea era, stranamente, chiarissima: lei voleva semplicemente esprimere tutto il suo dissenso assoluto verso di me, o meglio verso quelli come me, “colpevoli” ai suoi occhi di avere una vita tranquilla, una bella compagna, un appartamento accogliente (dove viviamo senza figli…), una macchina costosa, e di starsene lì a fare i sofisti senza trovare soluzioni pratiche (a differenza di “Lui”) e fraintendendo nella mia pacatezza e gentilezza una falsità che non può essere altra, diversa da così, che non può essere assolutamente gentilezza pura e semplice, disinteressata.
Alle sue parole velenose, forse per vigliaccheria nascosta da cordiale buon senso, non ho saputo controbattere.


Alla fine è la quotidianità con la quale dobbiamo confrontarci, che ci fa capire davvero com’è la (schifosa) situazione.
E’ vero, Berlusconi ce lo meritiamo, “lo abbiamo chiesto noi (o almeno la metà di noi +1)”, ed è vero anche che è “espressione della volontà popolare”, plasmata da lui con trent’anni di imbarbarimento culturale, come dice giustamente RRobe (e come illustra abbastanza bene Gandini in Videocracy).
Però forse non ci rendiamo nemmeno tanto conto di quanto questo imbarbarimento sia stato profondo: non ci ricordiamo più quanto fossero cazzuti gli operai una volta, di quanto fosse consapevole di sé e compatta la classe operaia, il proletariato: un operaio di trent’anni fa, a sentirlo parlare oggi su quei vecchi filmati delle teche Rai oppure nel film La Cosa di Nanni Moretti (che comunque è “solo” di vent’anni fa), fa un effetto straniante, è allucinante quasi più di un film di Cronenberg.
Oggi gli operai votano Lega. Oppure Fini.
E’ questo che più di tutto mi fa incazzare, se poi soprattutto confronto quel "prima" ai nostri tempi, constatando la prepotenza volgare di oggi e la deficienza (nel senso proprio del termine) di tanta gente.
E quindi mi dispiace ma in conclusione non posso non odiare con tutto me stesso la sinistra italiana tutta: perché in trent’anni ha permesso tutto questo, ha sputtanato tutto, ha perso contatto con la realtà: Berlusconi sarà pure il capo dei barbari, ma non sono state proprio erette mura di difesa…
E’ come dice Luttazzi: un bel giorno abbiamo deciso di metterci comodamente a pecora per farci inculare ben bene. E la cosa simpatica è che ce piace pure.
Siamo nella merda e a ‘sto punto non ci resta che restare disperatamente a galla.
E sinceramente io mi faccio più schifo di tutti.

giovedì 10 giugno 2010

SEMPRE MALE




Comincia a diventare una polemica importante e interessante quella sulla resurrezione de Il Male.
Qui il grande Gipi dice la sua mentre qua potete trovare un'altra bella riflessione.

NON VA BENE...




Fino a ieri non aveva replicato alle accuse di plagio...
Oggi ha scritto questo sul suo blog.
Io sinceramente non so che dire ne che pensare.

martedì 8 giugno 2010

IL MALE TORNA. W IL MALE.



A quanto pare, quindi, Il Male torna.
Bella notizia.
Però andatevi a leggere questa cosina qui.
Così, per correttezza.

mercoledì 14 aprile 2010

SEMANTICA

Probabilmente lo avete già visto (in tv ad esempio l'ho beccato in una delle ultime puntate dell'imperdibile Senza Censura su Current), ma io ve lo linko lo stesso perché credo che certe cose valgano più di mille parole.
Poche, sinceramente, ma ci sono.
E perché quando ci riempiamo la bocca di belle parole contro le guerre in realtà non focalizziamo il vero significato di quest'obrobrio: perché la guerra è una merda, uno schifo, il peggio del peggio.
La guerra è (anche) questo.

mercoledì 31 marzo 2010

POPOLO SOVRANO

Nonostante la recessione, la crisi economica, la sempre più diffusa povertà.
Nonostante le escort e Noemi, le bugie sulla monnezza di Napoli, le bugie sulle case de L'Aquila, Bertolaso, gli attacchi alla magistratura, l'esplicita arroganza nel voler volutamente ignorare le basi della democrazia come la divisione dei Poteri, il caso Mills, Minzolini, Feltri 007, la Mondadori, l'agonia acchittata a tavolino della Rai, Gasparri (dio mio, Gasparri!), le sentenze sul G8 di Genova, i politici collusi con la mafia, le battute sulla Bindi e Mercedes Bresso, l'icapacità aritmetica nel vedere un milione di persone in una vaschetta con appena 60 mila pescetti, i discorsi alla Duce, i ministri che prendono per il colletto i giornalisti freelance e li "invitano" ad uscire dalle conferenze stampa, il controllo della Polizia, la stampa internazionale che ci ridicolizza continuamente, la bellissima "Raiperunanotte".
Nonostante tutto questo, e altro ancora, il Popolo Sovrano ha deciso di nuovo.
Di mettersi prono e attendere masochisticamente.

"C'è una grande differenza tra una prostituta e certi giornalisti: ci sono cose che una prostituta non fa".
"Odiare i mascalzoni è cosa nobile".
Disprezzare un farabutto rende giustizia agli onesti.

Resistere. Resistere.

venerdì 26 febbraio 2010

MA SAVIANO NON E' PASOLINI

Premetto che sono un grandissimo ammiratore di Roberto Saviano.
Pur essendo uno di quelli (pochissimi, a dire il vero) che non ha letto Gomorra (l'ho cominciato però, abbandonandolo non so ancora perché), leggo avidamente ogni suo articolo e, dove e quando posso, seguo ogni suo intervento registrato, in tv o su internet.
Detto questo, devo ammettere però di aver trovato il suo pezzo pubblicato da Repubblica oggi, titolato "Clint non sbaglia un colpo, Mandela neppure", brutto e pleonastico.
Provo a spiegare perché.
E' evidente che Saviano rappresenti oggi l'unica "forma" accettabile di intellettuale esistente in Italia.
In un paese dove lo scrittore più bravo va a fare l'isola dei famosi e gli uomini che potrebbero (condizionale d'obbligo) riuscire a fare davvero opinione si contano sulle dita di una mano (ad essere ottimisti), di fronte ad una figura come quella del giovane scrittore meridionale non la si può pensare diversamente (ed è sorprendente che Saviano abbia appena compiuto trent'anni, aggiungerei!).
Questo, ovviamente, dovrebbe però quantomeno farci riflettere.
Invece di perderci e sorprenderci tra le parole del giovane scrittore colto e raffinato dovremmo soffermarci un attimo a riflettere sulla situazione attuale, sulla nostra contemporaneità fattiva, sul mondo (la vita) che stiamo vivendo.
E percepire davvero il vuoto pneumatico che ci avvolge e la pochezza culturale che abbiamo raggiunto.
Perché Saviano, purtroppo, non è Pasolini.
Ma non è nemmeno Calvino o Vittorini.
Tornando all'articolo, Saviano parla di Invictus, l'ultimo film di Eastwood.
E lo fa pretestuosamente perché del film parla poco (e male) e per il resto dell'articolo tratta temi (credo) come l'appartenenza alla nazione ed il razzismo (di ritorno).
Che Saviano sia particolarmente nazionalista è ormai più che evidente.
Ma che non sia un vero conoscitore (nonchè appassionato) di cinema è una piccola novità sorprendente e lo si evince chiaramente da questo articolo.
E allora la domanda è: perché?
Perché Saviano dovrebbe parlare di un film senza avere i mezzi cognitivi (enciclopedici e culturali totu court) per parlarne?
Una cosa è lo spunto o la citazione en passant per parlare d'altro, un altro conto è (provare) a scrivere una recensione di un film senza avere i mezzi per poterlo fare.
E qui rientra il parallelismo con Pasolini, non certo casuale, perché l'autore di Petrolio quando trattava qualche argomento lo faceva sempre con cognizione di causa (andatevi a leggere i suoi articoli su Tempo, giusto per dare un'idea) e di cinema, per esempio, se ne parlava era solo se ne aveva conoscienza (tanto è vero che divenne un regista fenomenale dopo essersi avvicinato alla Settima Arte per motivi prettamente epistemologici).
Una volta, evidentemente, funzionava così.
Oggi invece, se un quotidiano come La Repubblica permette a Saviano di scrivere un pezzo del genere è perché tutto ci è ormai alle spalle.
E' solo e semplice superficialità.
Qualunquismo contemporaneo.
E fa molto male quando te ne rendi conto.

giovedì 18 febbraio 2010

martedì 16 febbraio 2010

"IN POLITICA, SE NON SAI COME RISOLVERE UN PROBLEMA, CREANE UN ALTRO"

(Da una vignetta di El Roto apparsa su El Pais la scorsa settimana).

mercoledì 10 febbraio 2010

MESSICO


Le notizie che arrivano dal Messico sono sempre più inquietanti: leggendo Internazionale si può seguire ogni settimana un'allucinante escalation di efferata violenza per tutto il Paese, soprattutto nelle regioni (o meglio Stati, nel caso del Messico) al confine con gli USA.
Omicidi terribili con decapitazioni e amputazioni degli arti avvengono a ritmi vertiginosi; nel 2009 sono stati quasi tremila. Nel 2010, visto come è cominciato, potrebbero essere molti di più.
La causa principale ovviamente è la droga e la guerra aperta tra narcos.
E il tutto avviene nella più completa indifferenza.
Comprate Internazionale, sicuramente la migliore pubblicazione che si può trovare in edicola (costa 3,00 € spesi bene): potrete seguire (anche) questa tristissima vicenda ed i suoi sviluppi (e sarà sempre meglio di starsene schifati e inermi a guardare il tg1 e la monnezza che ci propina!).